Anche le pietre parlano italiano
Il 10 febbraio il nostro Liceo ha scelto di non dimenticare, di ricordare con una conferenza tutti coloro che persero la propria terra e la vita durante gli eccidi delle foibe. Nello spazio di due ore numerosi interventi si sono alternati per delineare con precisione l’operazione di genocidio portata avanti dalle bande armate titine al termine ed all’indomani del secondo conflitto mondiale, riflettendo al contempo sui silenzi della nostra classe dirigente e sull’importanza della Giornata del Ricordo. Noi pensavamo che proprio in occasione di questa giornata tutti i contrasti di fazione sarebbero stati messi da parte, ci illudevamo che gli studenti del Giulio nella loro totalità si sarebbero stretti intorno alla memoria di un evento gravissimo come la pulizia etnico/politica compiuta sul confine orientale del nostro Paese. Ma evidentemente ci sbagliavamo. Sia durante la conferenza che in seguito ad essa, prodi studenti di una ben nota lista, vessilliferi dell’odio politico più cieco, quello che non rispetta i morti e li fa oggetto di insulsa battaglia politica, hanno dato vita a scene a dir poco tristi, sorridendo mentre i relatori esponevano le cifre del genocidio e tentando di proporre una contro-verità rispetto a quella che la Storia ha ormai accertato, ovvero affermando l’assoluto predominio etnico e culturale della componente slava nella regione istriana, giuliana e dalmata. Vogliamo qui proporre una semplice riflessione: se fosse per questi signori oggi i martiri delle foibe non si ricorderebbero e si considererebbero – come per anni si è tentato di fare – morti di parte, come se tutti i caduti non fossero uguali nella sofferenza e nel sacrificio. Ci dispiace inoltre notare che alcuni docenti, prototipo dell’insegnate ideologizzato e foriero di odio politico, abbiano mostrato palesi segni di indifferenza verso l’argomento trattato il 10 febbraio ed addirittura tentato di boicottare la conferenza organizzata dagli studenti, adducendo futili argomentazioni di forma ed appoggiando platealmente coloro che per motivi di ideologia si sono battuti nel difendere e giustificare il feroce regime comunista di Tito, insieme ai silenzi ed alle gravissime complicità del Partito Comunista Italiano.Un ulteriore episodio di storia “anti” si è verificato nel nostro Liceo, ma noi non vogliamo infierire su persone che si comportano in modo così meschino, d’altronde non è corretto sparare sulla croce rossa…
Da "Onda d'Urto" num. TRE - periodico d'informazione di Testudo

1 commento:
Immagino quanti eroi della Serenissima o di Ragusa si stiano rivoltando nella tomba, all'idea che un pugno di slavi assassini possa aver strappato all'Italia quelle terre.
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